La spigola si pesca da riva in tutte le stagioni, perché lungo la costa c'è tutto l'anno. A fare la differenza non è il mese ma il mare — vuole il mosso, e con l'acqua piatta è difficile — insieme alla temperatura e all'ora, che fra estate e inverno si ribalta.

Dicentrarchus labrax è un pesce costiero residente. Non compie la migrazione che porta il pesce serra o l'aguglia sotto riva per pochi mesi e poi li fa sparire: la spigola quelle acque non le lascia mai del tutto, e per questo il calendario da solo dice poco su di lei.
Nel Mediterraneo si riproduce nella stagione fredda, fra l'autunno inoltrato e la fine dell'inverno. D'estate cambia mestiere: gli esemplari più grandi entrano a cacciare sul bassofondo, spesso a pochi metri dal bagnasciuga e con l'acqua che copre appena il dorso.
Il fattore che decide è il moto ondoso. Da riva la fascia migliore sta intorno ai 0,9 m di onda: il mare mosso e la scaduta di una mareggiata staccano dal fondo vermi e crostacei e intorbidano l'acqua, e la spigola caccia d'agguato proprio in quella acqua bianca. Il mare piatto lavora al contrario, perché l'acqua limpida permette alla preda di vedere il predatore da lontano e di allontanarsi in tempo.
Sull'acqua sporca conviene però intendersi: aiuta fino a un certo punto. Oltre quella soglia è la spigola a non distinguere più la preda, e la torbidità da vantaggio diventa ostacolo. Vale per tutti i predatori che cacciano a vista.
Poi c'è la temperatura, ed è quella che la rende diversa dalle altre prede costiere. La spigola resta attiva fra i 12 e i 26 °C, e regge fino a 8 °C prima di rallentare davvero: quando in pieno inverno il mare si svuota e specie come il pesce serra o l'aguglia sono ormai lontane, lei è ancora lì e mangia. All'estremo opposto è il caldo a metterla in difficoltà — sopra i 26 °C si sposta al fresco, in profondità o alle foci, e nelle ore centrali delle giornate d'agosto è difficile trovarla sotto riva.
L'ultimo fattore è l'ora, che si ribalta con la stagione. La spigola alterna le due fasi di attività: è prevalentemente diurna nei mesi caldi e notturna in quelli freddi, e il passaggio è comandato dalla durata del giorno e dalla temperatura. È il motivo per cui «la spigola è un pesce notturno» risulta vero a metà.
Mare, temperatura e ora sono fattori indipendenti: nessuno dei tre spiega gli altri, e si sommano. Una scaduta di gennaio all'alba li allinea tutti e tre. La stessa scaduta a mezzogiorno ne perde uno, e una giornata di mare piatto ad agosto, alle due del pomeriggio, non ne ha nemmeno uno a favore.
Su tutto pesa poi il posto. Foci, bocche di porto e moli concentrano corrente e pesce foraggio, e a parità di condizioni sono i punti dove la spigola si incontra più spesso.
Da riva si pesca a surfcasting con pesce esca, vermi e crostacei: sono le tre classi che coprono quello che la spigola trova davvero nella fascia di frangenza. È un predatore generalista e segue il foraggio della stagione, quindi più che il tipo conta la taglia — le prede ritrovate nello stomaco stanno per lo più fra 7 e 12 cm, ed è la misura su cui conviene regolarsi.
Nell'acqua mossa il colore serve a poco: con la visibilità ridotta la spigola trova la preda dal profilo e dalla vibrazione che questa produce. A parità di lunghezza, un'esca di corpo pieno si fa sentire più di una sottile.
Si pesca tutto l'anno. Più del mese conta il mare: le giornate di mosso e la scaduta dopo una mareggiata sono le condizioni migliori, in qualsiasi stagione capitino.
Dipende dalla stagione. Nei mesi caldi è prevalentemente diurna, in quelli freddi notturna e attiva nei cambi di luce: alterna le due fasi seguendo fotoperiodo e temperatura.
Mosso. Da riva la fascia migliore è intorno ai 0,9 m di onda, e la scaduta di una mareggiata è il momento classico. Il mare piatto è la condizione peggiore.
Solo fino a un certo punto. Una torbidità moderata riduce la visibilità della preda e favorisce l'agguato, ma oltre una certa soglia è il predatore a non vedere più. Non vale la regola «più sporca è meglio è».
No. La vescica natatoria è poco sensibile a variazioni di quell'ordine, e quando la pressione scende cambiano anche vento, onda e luce: sono quelli a spostare le probabilità, non i millibar.
Resta attiva fra 12 e 26 °C e regge fino a 8 °C prima di rallentare: è una delle poche prede costiere che in pieno inverno c'è ancora. Sopra i 26 °C si sposta al fresco, in profondità o alle foci.
Non lei direttamente: messa alla prova con una luce bianca, la spigola non ci si avvicina né la evita, a differenza di cefalo, orata e mormora che invece ne sono attratti. Le luci però radunano i pesci foraggio, e dietro al foraggio la spigola arriva.
25 cm, fissata dal regolamento europeo sulle misure tecniche. Sotto quella misura il pesce va rilasciato.