L'orata si prende meglio da riva fra ottobre e dicembre, quando gli adulti lasciano lagune e acque salmastre per il mare aperto. Il fattore che la concentra in un punto preciso non è il mese: sono le foci e gli scambi con le acque salmastre.

Sparus aurata nasce maschio e diventa femmina crescendo, e si riproduce una sola volta l'anno, in autunno inoltrato. In una laguna dell'Algeria nord-orientale le gonadi degli adulti si ingrossano da ottobre, toccano il massimo a dicembre e si svuotano a gennaio; ed è nelle stesse settimane, fra ottobre e dicembre, che le orate escono verso il mare aperto. Nei mercati ittici italiani il mese di punta è ottobre.
L'orata è una specie eurialina: tollera variazioni ampie di salinità e passa parte dell'anno in lagune, stagni costieri e foci. Il fattore che ne determina la presenza in un punto non è quindi il fondale in sé, ma la vicinanza a uno scambio di acque — la bocca di una laguna, un canale, la foce di un fiume. Lì si concentra il cibo e passano gli individui in transito.
Sul freddo, poi, l'orata regge molto più di quanto si creda. Nella laguna algerina si riproduce nei mesi più freddi dell'anno — 14,5 °C a novembre, 12,5 °C a dicembre — e smette di mangiare soltanto a gennaio, quando l'acqua tocca gli 11 °C. È per questo che si prende anche a stagione avanzata, quando molte altre specie hanno già rallentato.
Il mare di riferimento da spiaggia è un'onda intorno ai 45 cm, e la specie è diurna: le ore centrali e calde della giornata sono quelle di maggiore attività.
Fra chi pesca da riva l'orata passa però per un pesce d'estate, e la contraddizione con l'autunno è solo apparente: sono due cose diverse. D'estate l'acqua sta in pieno nella fascia in cui l'orata è attiva, e la specie entra a mangiare sui bassi fondali sabbiosi e dentro i porti — dove si pesca da terra. In autunno si aggiunge la riproduzione, che la concentra e la mette in movimento verso il mare aperto. L'estate offre un pesce che mangia, l'autunno un pesce che si sposta e si raduna: da agosto in avanti valgono entrambe, e ai due estremi dell'anno la differenza la fa la temperatura.
Stagione, temperatura e vicinanza a una foce sono tre fattori indipendenti. Il caso migliore — una giornata tiepida di ottobre vicino a una bocca di laguna — li allinea tutti e tre. Una giornata fredda di dicembre in mezzo a una spiaggia lunga ne usa uno solo.
A surfcasting si pesca con molluschi e crostacei: arenicola e coreano fra gli anellidi, ma soprattutto cannolicchio, cozza, e il granchio nelle sue mute. La ragione è la dentatura — l'orata ha canini robusti davanti e quattro o cinque file di denti molariformi nella mascella superiore, un apparato costruito per frantumare gusci.
Sono pochi i pesci di costa capaci di rompere una cozza intera o il guscio di un cannolicchio, e questo la rende selettiva: un'esca molle viene presa anche dai saraghi e dalle mormore, un mollusco col guscio molto meno.
L'orata si prende anche a spinning, con crank e artificiali morbidi che imitano un granchio e vanno condotti lentamente sul fondo, e con piccoli metal jig. È una pesca di ricerca lungo le secche e le bocche di laguna, e funziona perché l'orata insegue anche prede in movimento, non solo gusci da frantumare.
Ottobre e novembre, quando gli adulti si spostano verso il mare aperto. È una stima: il dato disponibile viene da una sola popolazione e da un solo anno di campionamento.
Di giorno. È una specie diurna, e a differenza di molte altre resta attiva nelle ore centrali e più calde: sul bassofondo il sole scalda l'acqua di qualche grado, e questo conta soprattutto nei mesi freddi.
Sì, ed è la situazione più comune in autunno. Le zone migliori sono quelle vicine a foci, canali e bocche di laguna, dove la specie transita e si alimenta.
Molluschi con il guscio — cannolicchio e cozza — e crostacei. La dentatura molariforme le permette di frantumarli, e questo seleziona la specie rispetto agli altri sparidi.
Dalla banda dorata trasversale sulla fronte, fra gli occhi, e dalla grande macchia nera all'origine della linea laterale, estesa sul margine superiore dell'opercolo. La tanuta non ha né l'una né l'altra.