Il barracuda si pesca sotto costa quando l'acqua è calda, indicativamente da giugno a novembre, e le ore che contano sono l'alba e il tramonto. Più del mese conta la temperatura del mare: sopra i 21 °C è vicino, sotto si sposta al largo.

Sphyraena viridensis è una specie di acqua calda, attiva in una fascia larga ma spostata verso l'alto: 21-29 °C. È il motivo per cui sotto costa compare in estate e resta finché il mare non si raffredda, di solito fino a novembre lungo il Tirreno e l'Adriatico centro-meridionale.
È anche una specie in espansione verso nord. Le catture nel Tirreno settentrionale e in Adriatico erano rare fino a pochi decenni fa e oggi sono ordinarie: il riscaldamento del Mediterraneo ha allungato verso nord la fascia d'acqua in cui il barracuda sta bene.
Il barracuda caccia a vista, con uno scatto in linea retta su prede argentate — latterini, zerri, boghe — e questo lega la sua pesca a due condizioni. La prima è la luce di passaggio: all'alba e al tramonto la preda vede peggio e il predatore no, ed è la finestra in cui gli attacchi si concentrano.
La seconda è l'acqua limpida e poco mossa, con un'onda di riferimento intorno ai 0,2 m. Un mare formato toglie al barracuda l'unico vantaggio che ha, cioè vedere la preda prima di partire. È il contrario esatto della spigola, che l'acqua bianca la cerca.
Temperatura, ora e trasparenza sono tre condizioni indipendenti, e servono tutte e tre. L'acqua calda dice se il pesce è nella zona; l'ora dice se sta cacciando; la limpidezza dice se può vedere l'esca. Una sera di settembre con mare disteso le allinea tutte. La stessa sera dopo una libecciata ne usa due su tre, e si vede.
Da riva si pesca a spinning, con artificiali che imitano un pesce foraggio argentato: minnow, metal jig e artificiali di superficie. Il recupero è veloce e continuo — il barracuda insegue a vista e si stacca se l'esca rallenta o si ferma.
La dieta è quasi solo pesce: latterini, zerri, boghe. La dentatura è fatta per tagliare, non per trattenere, quindi l'attacco arriva spesso in due tempi — un primo colpo che trancia e un ritorno sul pezzo. Con questi denti il terminale in fluorocarbon sottile viene reciso spesso: si sale di diametro, o si mette uno spezzone più resistente vicino all'esca.
Dalla barca si pesca a traina costiera, con minnow affondanti e jerkbait condotti a velocità sostenuta lungo le scogliere e i bassi rocciosi. Il vantaggio non è l'esca, che è la stessa: è poter percorrere in un'ora tutto un tratto di costa, invece di aspettare che il branco passi davanti a un punto solo.
Il barracuda si tiene spesso appena sotto la superficie sopra fondali di dieci-venti metri, quindi la traina si fa con poco affondamento e vicino a riva — non è la traina al largo.
Nei mesi caldi, orientativamente da giugno a novembre, e nelle ore dell'alba e del tramonto. La soglia utile è quella dell'acqua: sopra i 21 °C è sotto costa, sotto quel valore si allontana.
Sì. Le carni sono bianche e sode, e vanno consumate fresche perché si deteriorano in fretta. La ciguatera, la tossina che rende pericolosi i barracuda tropicali, non riguarda le popolazioni mediterranee.
Non attacca chi nuota, ma i denti sono lame e vanno rispettati a pesce catturato: si slama con la pinza, mai a mani nude. In acqua può avvicinarsi per curiosità e restare a osservare: è comportamento normale della specie, non un preludio all'attacco.
Dal muso e dalla bocca. L'aguglia ha un rostro lungo e sottile formato da entrambe le mascelle, con denti minuti; il barracuda ha un muso conico, la mandibola sporgente e due file di denti caniniformi. E l'aguglia ha le ossa verdi, il barracuda no.
Artificiali che imitano un pesciolino argentato, recuperati veloci: minnow, metal jig e artificiali di superficie. Conta più la velocità del modello — un recupero lento lo fa perdere interesse.