Il pesce serra è sotto costa da giugno a settembre, con il massimo fra luglio e agosto. Ma la data non è fissa: la risalita è innescata dalla temperatura dell'acqua, quindi anticipa negli anni caldi e ritarda in quelli freddi.

Pomatomus saltatrix è un migratore che passa l'estate sotto costa. Contando mese per mese quello che entra nei porti del Mediterraneo nord-occidentale, le catture crescono da aprile-maggio, toccano il massimo fra luglio e agosto e poi calano in fretta, fino ai minimi dei mesi freddi.
Per il serra quindi la stagione non è dedotta da quando si riproduce, ma contata sul pesce che si prende davvero: è uno dei calendari più solidi che si possano avere. La fascia d'acqua in cui è attivo, 18-29 °C, racconta la stessa storia.
Il fattore che decide non è il calendario ma una soglia: la migrazione costiera del serra si innesca quando la temperatura superficiale del mare supera i 15-18 °C. È il motivo per cui la data di arrivo cambia di anni e di latitudine — in Sicilia il serra è sotto costa settimane prima che in Liguria, e in una primavera calda anticipa ovunque.
Il secondo fattore è la struttura. Il serra cerca le discontinuità più di ogni altro predatore costiero: foci, bocche di porto, moli, punte con corrente. Vi caccia in branco spingendo i pesci foraggio contro un ostacolo, e le cacciate si vedono dalla superficie. È una pesca di ricerca: si sposta finché non si trova il branco.
Soglia termica, mese e struttura sono fattori indipendenti. Un molo con corrente a luglio li allinea tutti e tre. Lo stesso molo a maggio, con l'acqua ancora a 14 °C, non serve a niente: il pesce non è ancora arrivato.
Si pesca a spinning con metal jig e minnow affondanti, recuperati veloci e con strappi irregolari. Quando le cacciate sono in superficie si passa agli artificiali di superficie, il cosiddetto topwater: l'attacco avviene a vista ed è la pesca per cui il serra è più conosciuto. Il serra insegue prede in fuga: un recupero lineare e lento viene ignorato quasi sempre.
La dentatura spiega il resto. I denti mascellari sono appuntiti, compressi lateralmente e disposti in una sola serie: tagliano invece di trattenere. Da qui due conseguenze pratiche: il terminale in acciaio o in fluorocarbon spesso non è un'opzione, ed è normale recuperare artificiali tranciati o prede tagliate a metà.
D'estate sotto costa i serra sono spesso i nati dell'anno, molto più piccoli degli adulti, e allora si passa allo spinning leggero: metal jig da pochi grammi e piccoli minnow affondanti. Cambia la misura dell'artificiale, non il terminale — i denti dei giovani tagliano come quelli dei grossi.
A traina costiera il serra si insidia con minnow affondanti, stickbait e octopus — i finti polpetti in gomma — trainati a velocità sostenuta lungo le stesse strutture che si battono da terra: punte, foci, bocche di porto, bordi di secca. La barca copre in un'ora quello che da riva richiede una giornata, ed è il suo vantaggio vero su una specie che si sposta continuamente.
La dentatura pone lo stesso problema, anzi peggiore: alla velocità della traina il taglio è netto e istantaneo. Il cavetto d'acciaio è la norma, e conviene controllare il terminale dopo ogni cattura.
Da giugno a settembre, con il massimo fra luglio e agosto. L'inizio della stagione però dipende dalla temperatura dell'acqua più che dal mese.
Di giorno, con i cambi di luce come momenti migliori: alba e tramonto. Le cacciate in superficie sono più frequenti in quelle ore.
Dalle cacciate visibili in superficie e dai pesci foraggio che saltano fuori dall'acqua. Il serra spinge il branco contro un ostacolo — un molo, una punta, una foce — e caccia allo scoperto.
Metal jig e minnow affondanti, recuperati veloci. Serve un terminale resistente: la dentatura taglia il monofilo sottile.
Non è aggressivo verso l'uomo in acqua, ma i denti sono taglienti e vanno trattati con rispetto quando si slama. Si usano pinza lunga e guanto.